Gli italiani premiano i prodotti di aziende che si impegnano in programmi di nutrizione o borse di studio a favore di atleti con disabilità, una sensibilità più diffusa fra le donne. È quanto emerge dalla ricerca sul tema “Nutrizione e Disabilità” condotta da SEC Newgate Italia per conto del Comitato Italiano Paralimpico. La ricerca, presentata l’11 marzo a Cortina d’Ampezzo presso Casa Paralimpica Italia, è stata condotta su un campione rappresentativo della popolazione 18-75 anni con metodologia CAWI (Computer Aid Web Interview) su panel fornito da Norstat.
Dalla ricerca emerge come oltre il 60% degli intervistati ritenga che una nutrizione specifica e bilanciata sia essenziale per la performance e il benessere. Seppur di poco, tale consapevolezza è più alta nel genere femminile (61,2%) rispetto a quello maschile (60,2%). Gli uomini ritengono l’alimentazione una integrazione necessaria all’attività fisica più delle donne: 34,9% vs 32,5%.
L’esigenza di confezioni facili da aprire è sentita come molto importante o addirittura una priorità assoluta da quasi il 70% degli italiani intervistati. Le donne lo considerano un segno necessario di civiltà e inclusione, superando di oltre due punti percentuali la media nazionale. Gli uomini, invece, accentuano l’aspetto di facilità di consumo. Un terzo degli intervistati lo considera un aspetto positivo, ma secondario rispetto alla qualità del cibo.
Più di un italiano su tre valuta positivamente la promozione di protocolli di nutrizione inclusivi e uno su cinque ritiene questo aspetto necessario. Insieme questi due gruppi costituiscono il 60% degli intervistati. Anche in questo caso, vi è una prevalenza dell’universo femminile. Solo l’8% si mostra scettico. Percentuale che scende al 6% tra le donne.
“Salute e benessere” e “inclusione e autonomia” sono i binomi scelti dalla popolazione italiana, rispettivamente il 37,5% e il 26,9% delle risposte. La cura di sé come forma di rispetto per il proprio potenziale è scelta maggiormente dagli uomini (il 38%), mentre il diritto universale a una vita sana e indipendente è l’opzione prevalente tra le donne (30,3% rispetto al 23,3% degli uomini).
Infine, gli italiani valutano positivamente le aziende che si impegnano in programmi a favore di atleti con disabilità. Il 36% degli intervistati ha dichiarato che comprerebbe i prodotti di queste aziende, che sommati a coloro che hanno risposto probabilmente sì fa «schizzare» la percentuale a oltre l’80% degli italiani. Anche in questo caso, sono le donne a fare una scelta di campo decisa: quasi l’84% delle intervistate.
“Questi dati confermano come nel nostro Paese stia crescendo una sensibilità sempre più diffusa verso i temi dell’inclusione e del sostegno allo sport delle persone con disabilità, ha dichiarato Marco Giunio De Sanctis, Presidente del Comitato Italiano Paralimpico. Sapere che una larghissima parte degli italiani guarda con favore alle aziende che investono in programmi di nutrizione, borse di studio e progetti dedicati agli atleti paralimpici è un segnale importante. Significa riconoscere il valore dello sport come strumento di benessere, autonomia e partecipazione. Il Comitato Italiano Paralimpico continuerà a lavorare insieme alle istituzioni e al mondo delle imprese per promuovere iniziative che offrano agli atleti con disabilità opportunità concrete di crescita sportiva e personale.”
“Dalla ricerca emerge una chiara indicazione alle aziende sul peso che scelte produttive e di impegno sociale possono avere sia in termini di reputazione e impatto sociale, sia di mercato, sottolinea Paola Ambrosino, AD di SEC Newgate Italia. Investire nello sport degli atleti con disabilità è una scelta che va in questa direzione e che può contagiare positivamente il mondo dell’impresa”.
